Indicazioni per la gestione di sintomi, sospetti e casi nelle scuole e nelle università

Al fine di limitare il rischio di contagio nelle scuole e nelle università, vi sono indicazioni del Ministero della salute e del Dipartimento di promozione della salute per la gestione di casi e focolai negli istituti e negli atenei della Regione Puglia. 

I sintomi più comuni dell’infezione sono: 

  • nei bambini: febbre, tosse, cefalea, sintomi gastrointestinali (nausea/vomito, diarrea), faringodinia (dolore localizzato nella faringe), dispnea (respirazione difficoltosa), mialgie (dolore localizzato in uno o in più muscoli), rinorrea/congestione nasale;  
  • nella popolazione in generale: febbre, brividi, tosse, difficoltà respiratorie, perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia), perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia), rinorrea/congestione nasale, faringodinia (dolore localizzato nella faringe), diarrea. 

In caso di presenza di uno o più sintomi si deve contattare subito il medico o il pediatra e osservare l’isolamento fiduciario. È il personale medico a valutare la condizione del paziente e decidere le azioni e le misure più idonee da adottare.  

Tali sintomi, infatti, non costituiscono motivo per la richiesta di esecuzione del test diagnostico. 

Adulti 

Si definisce “caso sospetto” l’adulto i cui sintomi persistono per più di tre giorni. Nella valutazione della sintomatologia sono, inoltre, considerati criteri maggiori come: 

  • febbre superiore a 37,5 °C 
  • tosse secca o dispnea (respirazione difficoltosa) 
  • •anosmia (perdita del senso dell'olfatto)  e/o  
  • ageusia (perdita del senso del gusto)  

E criteri minori: 

  • congiuntivite bilaterale 
  • astenia severa 
  • mal di testa 
  • rinorrea (naso che cola) 
  • disturbi gastrointestinali (diarrea, nausea, vomito) 
  • dolori osteomuscolari diffusi 
  • faringodinia (dolore localizzato alla faringe)  

Bambini 

È il pediatra a valutare la condizione del bambino in base al triage e al decorso dei sintomi. Se accertato come caso sospetto viene sottoposto al test diagnostico (tampone). 

Il pediatra di libera scelta o il medico di famiglia o il medico dell’Unità speciale di continuità assistenziale (USCA) procede alla prescrizione elettronica del tampone mediante accesso al sistema informativo regionale “GIAVA-COVID-19”. 

Il test di riferimento è quello diagnostico, cioè il tampone naso-faringeo.  

È effettuato negli ambulatori o presso le postazioni per il tampone in auto dell’Asl di riferimento se la persona è in grado di recarsi in struttura, sempre nel rispetto delle misure di protezione individuale. 
In alternativa, se la persona non è in condizione di muoversi, può avvenire a domicilio

A seguito dell’indagine epidemiologica, il tampone dovrà essere assicurato anche ai “contatti stretti” di un caso “probabile” o di un “caso confermato”. 

Per gli screening di comunità, come nel contesto scolastico, si può procedere con test antigenici rapidi, sia per la gestione di casi sospetti sia per la riammissione a scuola ove sia prevista certificazione obbligatoria. Le persone risultate positive al test rapido devono essere sottoposte al tampone.

Se il test diagnostico è negativo, il pediatra o il medico curante valuta il percorso clinico/diagnostico più appropriato in caso di sintomi. Se asintomatici, è possibile rientrare in comunità.

Se il test effettuato risulta positivo, il Dipartimento di Prevenzione territorialmente competente: 

  • emette il provvedimento di competenza e lo registra nel sistema; 
  • avverte tempestivamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta e l’istituto scolastico o l’Ateneo coinvolto; 
  • avvia la ricerca dei contatti
  • indica le azioni di sanificazione straordinaria della struttura scolastica nella sua parte interessata. 

Il “Referente Covid-19 scolastico/universitario” fornisce tempestivamente al Dipartimento di Prevenzione l’elenco dei compagni di classe e degli insegnanti e degli eventuali altri operatori scolastici o universitari che sono stati a contatto con il soggetto “caso confermato” nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi. 

Il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta o il medico USCA che ha in carico la persona prosegue la sorveglianza sanitaria, aggiornando nel sistema informativo regionale le informazioni sullo stato clinico del soggetto.  

Le persone asintomatiche risultate positive possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test).

Le persone sintomatiche risultate positive possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con esito negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).

Le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARS-CoV-2, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi

Se un alunno o un operatore scolastico è convivente di un caso positivo, su valutazione del Dipartimento di prevenzione, è considerato “contatto stretto” e posto in quarantena.   

Altri suoi contatti stretti, come ad esempio i compagni di classe dell’alunno in quarantena, non necessitano di isolamento, a meno di successive valutazioni del Dipartimento di Prevenzione in seguito a positività di eventuali test diagnostici sul contatto stretto convivente di un caso. 

I contatti stretti di casi confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso.

In alternativa, un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno (10 giorni + test).

L'assenza da scuola per motivi non legati al Covid deve essere giustificata con una autocertificazione

Oltre 5 giorni di assenza, è necessaria certificazione del medico o del pediatra.