Il riordinamento strategico dei modelli educativi

L’educazione, intesa come strumento trasformativo per la vita delle persone, delle comunità e della società nel suo complesso, rappresenta uno dei pilastri fondamentali per affrontare le sfide della contemporaneità. La centralità è esplicitamente riconosciuta dall’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, che dedica all’istruzione l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 4 – Istruzione di qualità, finalizzato ad assicurare un’istruzione equa, inclusiva e di qualità e a promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti.

In particolare, l’Educazione per lo Sviluppo Sostenibile - ESS è esplicitamente richiamata nel Target 4.7, che individua nell’educazione uno strumento chiave per consentire alle persone di acquisire conoscenze, competenze, valori e atteggiamenti necessari a promuovere modelli di sviluppo sostenibili, stili di vita responsabili, diritti umani, uguaglianza di genere, cultura della pace e della non violenza, cittadinanza globale, valorizzazione della diversità culturale. L’ESS dunque, come processo educativo complesso e intenzionale, volto non solo alla trasmissione di saperi, ma allo sviluppo di competenze critiche e trasformative, capaci di orientare le scelte individuali e collettive verso uno sviluppo che consenta “alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri” (Rapporto Brundtland, 1987).

Questa impostazione è stata pienamente recepita anche a livello nazionale attraverso l’aggiornamento della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS 2022), approvata in Comitato CITE il 18 settembre 2023, che ha individuato nella “Cultura per la sostenibilità” una delle principali condizioni abilitanti per sostenere il rilancio sostenibile del Paese e per innescare i processi di trasformazione richiesti dall’Agenda ONU 2030. La Cultura per la sostenibilità viene dunque riconosciuta, anche a livello nazionale, come uno dei Vettori di sostenibilità, ossia come uno degli elementi trasversali in grado di rafforzare, ampliare e integrare l’attuazione della Strategia, sia a livello centrale sia a livello territoriale.

Nel contesto evolutivo, la Regione Puglia ha manifestato con continuità la propria attenzione al tema dell’educazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile con l’approvazione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS) con DGR n. 1670 del 27 novembre 2023, con cui la Regione Puglia ha inteso cogliere la sfida – e al contempo l’opportunità – di investire in modo strutturale sull’educazione delle giovani generazioni e degli adulti come leva fondamentale per la costruzione di un futuro più equo, giusto e sostenibile ed ha recepito integralmente i contenuti e gli obiettivi del vettore “Cultura per la sostenibilità” della Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile, esprimendo in modo chiaro la volontà di promuovere una trasformazione dei modelli educativi, orientata al passaggio dalle conoscenze alle competenze, in una prospettiva inter e transdisciplinare.

Nel contesto, con Delibera di Giunta regionale n. 320 del 18 marzo 2024 la Giunta regionale ha approvato il Piano di Educazione per lo Sviluppo Sostenibile e la Cittadinanza Globale Puglia 2030, in attuazione del vettore strategico “Cultura per la sostenibilità” della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS), quale documento di indirizzo generale e trasversale rivolto all’insieme dei soggetti pubblici e privati impegnati nella promozione di iniziative educative sui temi della sostenibilità, con un orizzonte temporale al 2030. 

Il Piano, con prospettiva innovativa, mira a favorire la transizione da approcci settoriali e centrati sulla trasmissione di contenuti a modelli interdisciplinari, orientati alle competenze e all’azione concreta, per costruire una cultura della sostenibilità diffusa, capace di trasformare i modi in cui si apprende, insegnando a vivere la sostenibilità nella vita quotidiana di comunità, istituzioni e singoli cittadini. Un approccio che si estende al lifelong learning e al coinvolgimento di tutti i soggetti sociali in percorsi formativi formali e informali (come previsto dalle indicazioni metodologiche dell’Agenda 2030 e nazionali) e che  coniuga l’educazione allo sviluppo sostenibile con la cittadinanza globale, ponendo l’accento sulla relazione tra locale e globale e sulla responsabilità collettiva nei confronti delle sfide contemporanee. 

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Parlare di trasformazione dei modelli educativi significa superare un’idea di educazione basata solo sulla trasmissione di contenuti, a favore di un modello basato su un approccio attivo, esperienziale e riflessivo, centrato sulla persona. Ogni persona che apprendere impara a comprendere la realtà, affrontare problemi complessi, prendere decisioni consapevoli e agire in modo responsabile nei contesti di vita reali.

Nell’educazione allo sviluppo sostenibile questo approccio è importante perché la complessità delle sfide (clima, disuguaglianze, risorse, salute, diritti) rende insufficiente un approccio basato su singole discipline separate, a favore dell'analisi di uno stesso problema da diversi punti di vista, per passare più facilmente all'azione.