Dissesto idrogeologico, a Candela consolidato il versante collinare con circa 4 milioni e mezzo di euro: consegnate le opere sulla SP99

Piemontese: “Dai finanziamenti alle opere: la prevenzione deve diventare una politica permanente”

Un investimento da 4 milioni e 396 mila euro per mettere in sicurezza il versante a sud dell’abitato di Candela, intervenire sulla strada provinciale 99 Candela-Rocchetta Sant’Antonio, governare le acque superficiali e dotare l’area di un sistema permanente di monitoraggio geotecnico.

Sono state consegnate questa mattina a Candela le opere dell’intervento di “Risanamento del dissesto idrogeologico - Zona Tiro a Segno”, finanziato nell’ambito del PNRR - Missione 2, Componente 4, Investimento 2.1b, dedicato alla gestione del rischio di alluvione e alla riduzione del rischio idrogeologico.

Alla consegna ha partecipato l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, insieme al soggetto attuatore per il Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico, Gennaro Ranieri, al sindaco di Candela Giuseppe De Vitto, al consigliere regionale Nicola Gatta, al responsabile unico del procedimento Vito Caponio e a un dirigente della Provincia di Foggia.

L’intervento ha interessato il versante sud di Candela, a una quota di circa 450 metri sul livello del mare. Un versante collinare che domina dall’alto i bacini fluviali circostanti e che incrociava la direttrice storica del Tratturo Regio Pescasseroli-Candela proprio alle porte dell'abitato. Una zona con una viabilità molto compromessa a causa del dissesto idrogeologico.

“Con un’opera da circa 4 milioni e mezzo di euro consegniamo a Candela un pezzo di territorio più sicuro – ha dichiarato l’assessore regionale Raffaele Piemontese –, abbiamo consolidato un versante che interessa una strada provinciale e si trova a ridosso del centro abitato, governato le acque, migliorato l’infrastruttura stradale e realizzato una pista ciclabile di circa un chilometro e mezzo. Soprattutto abbiamo dotato l’area di strumenti che permetteranno di continuare a controllarne nel tempo la stabilità: la prevenzione non finisce quando chiude il cantiere”.

La stabilizzazione del versante è stata, infatti, realizzata attraverso paratie di pali in cemento armato. Il progetto ha compreso anche interventi stradali con la realizzazione di una pista ciclabile, opere per la raccolta e il trattamento delle acque della piattaforma stradale, sistemi di regimazione delle acque superficiali e interventi di ingegneria naturalistica. Alla sicurezza strutturale si aggiunge quella nel tempo. Tra le dotazioni figura anche un sistema di monitoraggio “smart”: per prevenire i rischi di dissesto idrogeologico, l’area del vecchio poligono è stata dotata di una strumentazione di ultima generazione. Grazie all'azione combinata di speciali tubi inclinometrici, che segnalano ogni minimo spostamento della terra, e delle celle di Casagrande, che misurano le infiltrazioni idriche sotterranee, il costone sarà sorvegliato speciale 24 ore su 24. Il vero punto di svolta è la digitalizzazione: i dati vengono inviati automaticamente in rete e restano consultabili in tempo reale attraverso un portale web.

L’intervento di Candela fa parte del piano pugliese dei nuovi progetti PNRR per la riduzione del rischio idrogeologico: 12 interventi per un valore complessivo di 50.639.316,27 euro, approvati dal Dipartimento della Protezione civile nel dicembre 2021. 

“La Puglia è stata la prima Regione d’Italia a completare tutte le opere programmate sul dissesto idrogeologico e il Comune di Candela è il primo in cui le opere si sono completate e sono state consegnate, perciò abbiamo pensato valorizzare un risultato per nulla scontato”.

“C’è un numero che considero importante quanto quello dell’investimento: 336, quanti erano i giorni previsti dal contratto e in 336 giorni i lavori sono stati conclusi – ha sottolineato Piemontese – perché la sfida delle opere pubbliche non è soltanto reperire e programmare le risorse, è trasformare i finanziamenti in cantieri e i cantieri in sicurezza concreta per le persone. Qui abbiamo dimostrato che questa filiera può funzionare”.

Un elemento significativo riguarda i tempi di realizzazione delle opere consegnate questa mattina. I lavori, avviati formalmente con la consegna definitiva del cantiere all’impresa l’8 gennaio 2025, sono stati ultimati il 9 dicembre dello stesso anno, rispettando esattamente i 336 giorni naturali e consecutivi previsti dal contratto. Nei mesi successivi si sono completate le verifiche tecniche e amministrative necessarie alla consegna definitiva: il collaudo statico, il parere favorevole della Provincia di Foggia sulla conformità delle opere al progetto, il collaudo tecnico-amministrativo e il deposito della relativa documentazione nell’Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche.

Un percorso che risponde proprio alla criticità segnalata dalla Corte dei conti nel rapporto, depositato a luglio scorso, sulla gestione degli interventi contro il dissesto idrogeologico. La magistratura contabile ha rilevato che, a livello nazionale, l’aumento dei finanziamenti non si è tradotto in un corrispondente incremento delle opere concluse: solo un cantiere su quattro, il 27%, risultava concluso. Anche nell’analisi dei progetti PNRR, a fronte di impegni di spesa pari al 79%, le erogazioni effettive risultano ferme al 44,4%.

“Mentre consegniamo nei tempi previsti un’opera del ciclo PNRR, abbiamo già messo in moto una nuova generazione di interventi per oltre 64 milioni di euro – ha concluso Piemontese – ed è questa la continuità che dobbiamo costruire: passare dalla logica dell’emergenza a quella della prevenzione, sapendo che la cura del territorio non può essere episodica. Significa conoscere le fragilità, programmare gli interventi, aprire i cantieri, portarli a termine e continuare a monitorare ciò che abbiamo realizzato”.

 

Pubblicato il 06 ottobre 2026