Bosco Difesa Grande: un modello di ingegneria naturalistica per la prevenzione del rischio. Dipartimento Protezione Civile e Gestione Emergenze della Regione Puglia e Università di Bari insieme per la difesa del territorio.
Bosco Difesa Grande: un modello di ingegneria naturalistica per la prevenzione del rischio. Dipartimento Protezione Civile e Gestione Emergenze della Regione Puglia e Università di Bari insieme per la difesa del territorio.

Il Dipartimento Protezione Civile e Gestione Emergenze della Regione Puglia e l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, attraverso il DISSPA – Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti – consolidano la collaborazione istituzionale e tecnico-scientifica sul fronte dell’ingegneria naturalistica e degli interventi di difesa del territorio, con particolare attenzione al sito del Bosco Difesa Grande di Gravina in Puglia.
Il percorso congiunto si inserisce nelle attività dedicate alla gestione del rischio e alla resilienza ambientale, finanziate grazie al progetto Interreg Resilience, di cooperazione tra Italia, Albania e Montenegro, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni efficaci e a basso impatto per contrastare erosione, instabilità e vulnerabilità idrogeologica nelle aree più fragili.
In questo contesto, nel 2023, sono stati realizzati degli interventi pilota di ingegneria naturalistica. Si tratta di opere poco impattanti che prevedono l’utilizzo di materiali naturali (es. legname) in combinazione con specie vegetali autoctone. Nello specifico, le opere realizzate sono la graticciata e la viminata. La prima è costituita da file di verghe di legno intrecciate tra loro orizzontalmente e paletti di sostegno verticali, mentre la seconda è caratterizzata da una serie di pali in legname posti orizzontalmente e dei pali verticali di sostegno. Entrambi gli interventi sono disposti in posizione perpendicolare alle linee di pendenza.
A corredo di queste opere sono state realizzate delle recinzioni, per delimitare l’intervento, una pulizia della vegetazione secca e infestante, oltre alla messa a dimora di specie arbustive e arboree, su cui, si sta svolgendo un’attività costante di monitoraggio per valutare l’efficacia degli interventi.I risultati ottenuti finora evidenziano una buona capacità di attecchimento delle specie introdotte e di ricostituzione vegetale, confermando come le opere di ingegneria naturalistica possano contribuire ai processi di stabilizzazione del suolo, aggiungendosi ai processi di ricolonizzazione spontanea della vegetazione nelle aree percorse dal fuoco.
L’esperienza avviata nel Bosco Difesa Grande conferma il valore della sinergia tra ricerca universitaria e istituzioni pubbliche, capace di tradurre competenze scientifiche, monitoraggio ambientale e presidio del territorio in azioni concrete per la sicurezza, la prevenzione e la tutela del patrimonio naturale.
Pubblicato il 31 marzo 2026