Qualità dell’aria, la Giunta approva il Piano regionale per la definizione di misure che tutelino la salute e l’ambiente e per la riduzione delle emissioni inquinanti
Ciliento: “La Regione Puglia si dota di uno strumento di pianificazione per migliorare la qualità dell’aria, che si integra con la strategia energetica regionale e con quella di adattamento ai cambiamenti climatici; per una Puglia sempre più sostenibile”

La Puglia ha un suo Piano Regionale per la Qualità dell’Aria (PRQA), documento approvato in via definitiva dalla Giunta nell'ultima seduta.
“Il Piano per la Qualità dell’Aria si propone come una guida per le politiche regionali verso un futuro più sano, sostenibile e in linea con gli obiettivi europei di tutela dell’ambiente e del clima – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e al Clima, Debora Ciliento -. Con questo documento si vuole garantire il mantenimento e il miglioramento della qualità dell’aria con interventi trasversali in diversi ambiti della vita economica e quotidiana delle comunità pugliesi: energia, mobilità, ambito urbano, attività produttive, traffico navale e aereo, agricoltura ed educazione ambientale. Obiettivo finale e ambizioso è la riduzione delle emissioni dei principali inquinanti per raggiungere i livelli sfidanti imposti dalla nuova Direttiva in materia di qualità dell’aria, in vigore dal 2030.”
Il Piano Regionale per la Qualità dell’Aria è uno strumento di pianificazione attraverso il quale la Regione definisce una strategia integrata e di lungo periodo per la tutela della salute dei cittadini, la protezione dell’ambiente e la riduzione delle emissioni climalteranti, in coerenza con la strategia energetica regionale, che punta al superamento delle fonti più inquinanti, all’efficienza energetica e allo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’idrogeno verde.
Un ruolo importante sarà ricoperto da Arpa Puglia, a cui la Regione ha destinato un finanziamento di 2.641.174,00 euro, a valere sul PR Puglia FESR–FSE+ 2021−2027, per l'adeguamento della rete regionale di monitoraggio dell'aria e l’aggiornamento dell’inventario delle emissioni in atmosfera. E del resto, il Piano nasce proprio da un’analisi approfondita dello stato della qualità dell’aria sul territorio regionale, basata sui dati della rete di monitoraggio, sulla predisposizione degli scenari emissivi e sulle elaborazioni modellistiche, sviluppata anche con il supporto tecnico di Arpa Puglia.
Le elaborazioni dei dati di qualità dell’aria mostrano in Puglia la piena conformità ai valori limite previsti dalla normativa vigente, ma emergono criticità strutturali e stagionali in relazione alle polveri sottili, rivenienti in via prioritaria dall’utilizzo di biomasse nel riscaldamento civile, problema su cui si è già intervenuti con incentivi regionali nel 2024 e nel 2025 per la sostituzione di generatori di calore obsoleti alimentati a biomassa (in particolare vecchie stufe e camini aperti), nelle zone caratterizzate da livelli critici di polveri sottili. E si prevede di continuare a intervenire su questa problematica in tutto il territorio regionale, anche grazie alle ulteriori risorse richieste al MASE a integrazione dell’Accordo di programma per il miglioramento della qualità dell’aria sottoscritto nel 2020, con il quale sono stati già finanziati, con quasi 4 milioni di euro, gli interventi di sviluppo di aree verdi e sistemi di biorisanamento che hanno interessato il Comune di Bari, per la piantumazione del Parco Multifunzionale nell’area della ex Fibronit, e il Comune di Lecce, con il biorisanamento in aree urbane (tangenziale est e orto botanico del Salento).
“Con le risorse in più che stiamo chiedendo al MASE, l’Assessorato all’Ambiente potrà realizzare nuovi progetti di aree verdi e biorisanamento urbano tesi a migliorare la qualità dell’aria, anche con riferimento agli impatti dei cambiamenti climatici – aggiunge l’assessore -. Passi avanti, inoltre, sono già stati compiuti sulla mobilità sostenibile e sul trasporto pubblico locale, grazie a ingenti investimenti regionali, e per potenziare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che contribuisce alla decarbonizzazione in particolare del settore industriale.”
“Il Piano rafforza il ruolo dei Comuni, prevedendo strumenti di allerta basati sui dati di monitoraggio e l’attivazione di tavoli tecnici per la gestione delle situazioni critiche – conclude Ciliento -, e pone l’educazione ambientale come prassi indispensabile per informare i cittadini, la cui sensibilità ambientale sta cambiando, e diffondere buone pratiche.”
La Puglia si dota dunque di uno strumento aggiornato, coerente, ambizioso e dinamico, anche in risposta alla procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea per il superamento dei limiti di PM10, che hanno interessato in passato specifiche aree del territorio pugliese.
CARATTERISTICHE DEL PIANO
Il Piano articola le sue misure su diversi settori chiave:
- Uso sostenibile dell'energia e settore civile: Eliminazione graduale della produzione elettrica da carbone e petrolio; miglioramento dell'efficienza energetica degli impianti di riscaldamento con il catasto regionale degli impianti termici, misure per il risparmio energetico e il contenimento delle emissioni; divieti progressivi (dal 2026 e dal 2030) per l'utilizzo di generatori di calore a biomassa obsoleti (con prestazioni inferiori a "3 stelle" o "4 stelle" nelle zone ritenute critiche dopo le rilevazioni Arpa Puglia), accompagnati da incentivi per la sostituzione degli impianti.
- Mobilità sostenibile e trasporti: Rinnovo dei parchi autobus del Trasporto Pubblico Locale con mezzi a basso impatto (elettrici, metano, idrogeno), potenziamento della mobilità ciclistica, limitazioni alla circolazione per i veicoli diesel fino a Euro 5 nelle zone di superamento ed elettrificazione delle banchine portuali (cold ironing) a Bari, Brindisi e Taranto.
- Attività produttive: Introduzione di prescrizioni più severe in sede di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per le nuove installazioni e per le modifiche sostanziali, imponendo l'adozione di Valori Limite di Emissione (VLE) più bassi tra quelli previsti dalle Migliori Tecniche Disponibili (BAT). Nei bandi di finanziamento che la Regione promuove per le imprese sarà valutata anche la finalità del miglioramento della qualità dell’aria e, in particolare, l’adozione delle migliori tecniche disponibili al fine di conseguire una riduzione di emissioni per gli inquinanti polveri totali, NOx, COV e SO2, anche oltre i requisiti minimi di legge.
- Agricoltura: Regolamentazione e limitazione della bruciatura all'aperto di stoppie e residui vegetali e adozione di pratiche per ridurre le emissioni di ammoniaca di origine zootecnica.
- Ambito urbano ed Educazione ambientale: Interventi di forestazione urbana/periurbana, campagne di informazione per un uso consapevole delle biomasse e sviluppo di "Living Labs" per il monitoraggio partecipato dei comportamenti, delle emissioni e della qualità dell’aria, anche attraverso le attività del sistema INFEAS (Informazione, Educazione e Educazione/Formazione alla Sostenibilità) regionale e delle sue diramazioni territoriali, i Centri di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità (CEAS).
OBIETTIVI DEL PIANO
Seguono i macro-obiettivi a breve, medio e lungo termine, proiettati al 2028 e al 2030, in linea con la nuova direttiva europea:
- Conseguire la riduzione delle emissioni dei principali inquinanti: biossidi di azoto (NO2), particolato fine (PM10 e PM2.5), Benzo(a)pirene (BaP), biossido di zolfo (SO2, composti organici volatili non metanici (COVNM) e ammoniaca (NH3).
- Conseguire il rispetto dei limiti di qualità dell'aria in tutte le zone, portando a zero la percentuale di popolazione esposta a superamenti dei valori limite di PM10.
- Mantenere una buona qualità dell'aria nelle zone e negli agglomerati in cui i livelli di inquinamento sono già al di sotto dei limiti.
- Ridurre la percentuale di popolazione esposta a livelli di ozono superiori al valore obiettivo, agendo sui suoi precursori.
- Aggiornare e migliorare il quadro conoscitivo, rimodulando la rete di monitoraggio e l'inventario regionale delle emissioni.
- Favorire la partecipazione informata dei cittadini e delle istituzioni alle azioni del Piano.
Il sistema di monitoraggio del Piano Regionale per la Qualità dell’Aria (PRQA), finalizzato a valutare lo stato di attuazione delle singole misure di piano, prevede quattro livelli di indicatori: di realizzazione (es. numero di stufe sostituite), di contesto (es. dati misurati dalle centraline Arpa), di risultato (es. riduzione stimata delle emissioni) e di impatto (confronto con i target normativi di tutela della salute). Questo sistema permetterà di attivare azioni correttive qualora gli obiettivi non vengano raggiunti nei tempi previsti.
Per rafforzare la valutazione degli effetti dell'inquinamento sulla popolazione, è stato inserito un esplicito riferimento al progetto "Aria outdoor e salute: un atlante integrato a supporto delle decisioni e della ricerca" (progetto PREV-A), in collaborazione con Aress Puglia e Arpa Puglia, che supporterà il monitoraggio sanitario del Piano.
Pubblicato il 22 ottobre 2026