Pari opportunità e fondi strutturali

La Programmazione comunitaria dedica una grande attenzione al contrasto di tutte le forme di discriminazione e disparità nell'accesso al mercato del lavoro, ai servizi ed alle opportunità di formazione e istruzione per garantire ad ogni cittadino e cittadina un'esistenza dignitosa e di qualità.

 

Il ciclo di programmazione 2014-2020

 
Dopo una lunga e attenta elaborazione con gli stakeholder è stato approvato il nuovo Programma Operativo Regionale plurifondo POR Puglia 2014-2020, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 112 del 20/8/2014.   
Il Programma si ispira in tutti i suoi assi al principio di pari opportunità e non discriminazione con interventi ad hoc e interventi di mainstreaming
 

Il ciclo di programmazione 2007-2013


L'orientamento generale della Programmazione è stato tradotto nell'art. 16 del Regolamento (CE) n. 1083 dell'11/07/2006 in materia di Fondi Strutturali che costituisce l'affermazione del principio di pari opportunità tra uomini e donne e di non discriminazione.
Tale articolo prevede un impegno della Commissione e degli Stati Membri per realizzare la parità tra uomini e donne attraverso l'integrazione della prospettiva di genere in tutte le fasi del ciclo programmatorio: programmazione, attuazione, implementazione e valutazione dei Fondi.
 
La Regione Puglia con il Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 886 del 24/09/2008 ha istituito la figura del Referente per le Pari Opportunità del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale del Programma Operativo Regionale - PO FESR 2007-2013, quale soggetto responsabile per l'attuazione di tali principi.

Tale figura svolge un ruolo di garanzia e di promozione, per rafforzare la logica di mainstreaming delle politiche di pari opportunità e la piena integrazione con la Legge regionale n. 7 del 21/03/2007 "Norme per le politiche di genere e i servizi di conciliazione vita-lavoro in Puglia" .

Regolamenti per l'attuazione dei Programmi operativi 2020

Approvati a dicembre 2013 i Regolamenti, generale e dei singoli Fondi strutturali e di investimento europei, per l'attuazione della Programmazione Operativa Regionale 2014-2020, esplicitano in varie parti i principi di pari opportunità e non discriminazione.

 

Dal Regolamento Generale (UE) n. 1303/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013

  • Considerata al punto 13 sulla parità di genere e non discriminazione

"Nel quadro dell'impegno inteso a rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale, l'Unione dovrebbe mirare, in tutte le fasi di attuazione dei fondi SIE, a eliminare le ineguaglianze e promuovere la parità tra uomini e donne e a integrare l'ottica di genere, nonché a combattere le discriminazioni fondate su sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale, come sancito dall'articolo 2 del trattato sull'Unione europea (TUE), dall'articolo 10 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea TFUE e dall'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, con particolare attenzione per l'accessibilità per le persone con disabilità, nonché dall'articolo 5, paragrafo 2, della Carta dei diritti fondamentali che stabilisce che nessuno può essere costretto a compiere un lavoro forzato o obbligatorio".

  • Parte II, Titolo I articolo 5 - Composizione del partenariato

"c) i pertinenti organismi che rappresentano la società civile, compresi i partner ambientali, le organizzazioni non governative e gli organismi di promozione dell'inclusione sociale, della parità di genere e della non discriminazione".

  • Articolo 7 - Promozione della parità fra uomini e donne e non discriminazione

"Gli Stati membri e la Commissione provvedono affinché la parità tra uomini e donne e l'integrazione della prospettiva di genere siano tenute in considerazione e promosse in tutte le fasi della preparazione e dell'esecuzione dei programmi, anche in connessione alla sorveglianza, alla predisposizione di relazioni e alla valutazione. Gli Stati membri e la Commissione adottano le misure necessarie per prevenire qualsiasi discriminazione fondata su sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale durante la preparazione e l'esecuzione dei programmi. In particolare, si tiene conto della possibilità di accesso per le persone con disabilità in tutte le fasi della preparazione e dell'esecuzione dei programmi".


Dal Regolamento (UE) FESR n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale 

  • Articolo 5 - Priorità di investimento 9) promuovere l'inclusione, combattere la povertà e ogni discriminazione 

"a) investendo in infrastrutture sanitarie e sociali che contribuiscano allo sviluppo nazionale, regionale e locale, alla riduzione delle disparità nelle condizioni sanitarie, promuovendo l'inclusione sociale attraverso un migliore accesso ai servizi sociali, culturali e ricreativi e il passaggio dai servizi istituzionali ai servizi territoriali di comunità;

b) sostenendo la rigenerazione fisica, economica e sociale delle comunità sfavorite nelle aree urbane e rurali;
c) sostenendo imprese sociali;
d) investendo nell'ambito delle strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo";
 

Dal Regolamento (UE) FSE n. 1304/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 relativo al Fondo Sociale Europeo 

  • Articolo 2 - Comma 1 - Compiti 

"L'FSE promuove elevati livelli di occupazione e di qualità dei posti di lavoro, migliora l'accesso al mercato del lavoro, sostiene la mobilità geografica e occupazionale dei lavoratori e facilita il loro adattamento ai cambiamenti industriali e ai cambiamenti del sistema produttivo necessari per gli sviluppi sostenibili, incoraggia un livello elevato di istruzione e di formazione per tutti e sostiene il passaggio dall'istruzione all'occupazione per i giovani, combatte la povertà, migliora l'inclusione sociale, e promuove l'uguaglianza di genere, la non discriminazione e le pari opportunità, contribuendo in tal modo alle priorità dell'Unione per quanto riguarda il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale".

  • Articolo 7 - Promozione della parità tra uomini e donne

"Gli Stati membri e la Commissione promuovono la parità tra uomini e donne mediante l'integrazione di cui all'articolo 7 del regolamento (UE) n. 1303/2013 mediante la preparazione, l'esecuzione, la sorveglianza, la rendicontazione e la valutazione dei programmi operativi. Attraverso l'FSE gli Stati membri e la Commissione sostengono altresì azioni mirate specifiche nell'ambito di tutte le priorità di investimento indicate all'articolo 3 e, in particolare, all'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), punto iv), del presente regolamento, al fine di aumentare la partecipazione sostenibile e i progressi delle donne nel settore dell'occupazione, di lottare contro la femminilizzazione della povertà, di ridurre la segregazione di genere nel mercato del lavoro e di lottare contro gli stereotipi di genere nel mercato del lavoro e nell'istruzione e nella formazione, e di promuovere la riconciliazione tra vita professionale e vita privata per tutti nonché di implementare una uguale suddivisione delle responsabilità di cura tra donne e uomini".

  • Articolo 8 - Promozione delle pari opportunità e non discriminazione

"Gli Stati membri e la Commissione promuovono pari opportunità per tutti, senza discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale, mediante l'integrazione del principio di non discriminazione conformemente all'articolo 7 del regolamento (UE) n. 1303/2013. Attraverso l'FSE gli Stati membri e la Commissione sostengono altresì azioni specifiche nell'ambito delle priorità di investimento definite all'articolo 3 e, in particolare, all'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), punto iii), del presente regolamento. Tali azioni sono volte a lottare contro tutte le forme di discriminazione nonché a migliorare l'accessibilità per le persone con disabilità al fine di accrescere l'integrazione nell'occupazione, nell'istruzione e nella formazione, migliorando in tal modo l'inclusione sociale, riducendo le disuguaglianze in termini di livelli d'istruzione e di stato di salute e facilitando il passaggio da un'assistenza istituzionale a un'assistenza di tipo partecipativo, in particolare per quanti sono oggetto di discriminazioni multiple".

 

Dal Documento Strategico Regionale

  • 5.1.3 Promozione della parità fra uomini e donne e non discriminazione

"La Regione Puglia ha inteso il rispetto del principio di pari opportunità non come mero adempimento formale, ma come obiettivo ispiratore dell’insieme delle politiche a sostegno della crescita e dello sviluppo; a tal fine nel corso dell’attuale ciclo di programmazione si è dotata di una legge organica sulle politiche di genere, legge regionale n.7/2007, per garantire condizioni effettive di pari opportunità e ridisegnare il profilo delle città pugliesi intorno al diritto alla vivibilità e alla qualità della vita delle donne e degli uomini di Puglia, con l’obiettivo di garantire effettivamente l’integrazione della dimensione di genere nella
programmazione, attuazione e valutazione delle strategie di sviluppo regionale.
Il principio di non discriminazione trova concreta realizzazione in primo luogo nelle politiche di inclusione sociale e di lotta alla povertà che nella programmazione 2014-2020 saranno ulteriormente rafforzate grazie alla destinazione di almeno il 20% degli stanziamenti FSE alla promozione dell'inclusione sociale e alla lotta contro la povertà. Particolare rilievo verrà assegnato all’implementazione dei servizi di conciliazione vita-lavoro che rafforzano le prospettive occupazionali delle fasce femminili della popolazione, nonché gli effetti positivi derivanti nel FESR dall’applicazione di specifici criteri di selezione delle operazioni che privilegiano la creazione di nuova occupazione femminile." 

Il Programma Operativo FESR 2007-2013 mostra una particolare attenzione ai "principi di pari opportunità e non discriminazione", sia in termini programmatici e strategici, che di interventi previsti.

La strategia si articola in orientamenti di natura trasversale, in grado di incidere in tutti gli Assi e Linee del Programma operativo. Questo approccio trasversale, di mainstreaming, ha un impatto su tematiche che, a prima vista, potrebbero sembrare lontane da una visione più tradizionale delle pari opportunità per tutti.

Il deliberazione della giunta regionale ha inglobato principi e strumenti in svariate materie prevedendo ingenti risorse per dotare di infrastrutture e servizi il territorio, per promuovere il tema della conciliazione vita/lavoro, migliorare la vivibilità dei territori, sostenere l'occupazione femminile con una forte azione di sensibilizzazione rispetto al tema  della corresponsabilità del lavoro di cura.
 
In particolare, grazie al Programma Operativo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, la Puglia può oggi offrire ai suoi cittadini e cittadine una dotazione di servizi per la cura dei bambini, degli anziani e delle persone non autosufficienti, garantendo l'integrazione del Programma FESR con le politiche di genere promosse dalla Legge Regionale 7/2007.

 

Lettura di genere della Programmazione

Sin dall'analisi di contesto, il Programma Operativo Fondo Sociale Europeo 2007-2013 della Regione Puglia  presenta una chiara visione delle problematiche in chiave di genere, soprattutto per quelle riguardanti il mercato del lavoro dove persiste un basso livello di occupazione femminile. E' proprio in virtù di tale analisi che il Programma Operativo Fondo Sociale Europeo indica le scelte strategiche per ridurre le disuguaglianze tra uomini e donne e promuovere l'occupazione e un maggiore sviluppo territoriale.

Il documento "Lettura di genere" dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori - ISFOL realizzato con il Dipartimento Pari Opportunità - Presidenza del Consiglio dei Ministri, ripercorre le scelte operate dall'amministrazione regionale nell'ambito della programmazione del Fondo Sociale Europeo e le inserisce nell'ambito della strategia europea per  l'integrazione orizzontale delle questioni di genere. Questa prevede: azioni specifiche per incentivare la partecipazione delle donne all'occupazione, la riduzione della segregazione professionale, l'eliminazione dei differenziali retributivi di genere e degli stereotipi,  la creazione di ambienti di lavoro più compatibili con la famiglia per permettere di conciliare vita professionale e privata.

  

Rapporti Annuali di Esecuzione

Il Rapporto Annuale di Esecuzione - Rapporto Annuale di Esecuzione è il documento che offre un quadro informativo complessivo sullo stato d'attuazione del Programma Operativo (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale o Fondo Sociale Europeo) ed effettua il bilancio dell'anno evidenziando i risultati più significativi della sua esecuzione.

Il Rapporto Annuale di Esecuzione è un importante strumento di monitoraggio e verifica, sia  per i soggetti istituzionali, deputati al controllo del Programma (Commissione Europea, Ministeri, ecc.), sia per informare la cittadinanza.

Il Rapporto Annuale di Esecuzione dedica una sezione ad hoc alle politiche e interventi per l'applicazione del principio di pari opportunità e non discriminazione.

 

La struttura del Referente pari opportunità per l'attuazione del Programma Operativo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2007-2013 

L'importanza riconosciuta dalla Regione Puglia al tema della parità e delle pari opportunità per tutti trova riscontro nell'atto di organizzazione con il quale viene istituita la figura del Referente pari opportunità per l'attuazione del Programma Operativo Puglia Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Successivamente, i compiti del Referente pari opportunità vengono estesi anche al Programma Operativo Puglia Fondo Sociale Europeo, con un atto dell'Autorità di gestione dello stesso Fondo sociale.

 

Atto di organizzazione Programma Operativo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale

Con Decreto n. 886 del 24/09/2008, il Presidente della Giunta Regionale ha emanato l'atto di Organizzazione per l'attuazione del Programma Operativo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2007-2013.

Il Decreto istituisce il Referente per le Pari Opportunità del programma Operativo, definendone compiti e obiettivi. Il Referente per le Pari Opportunità esprime pareri, osservazioni o proposte su documenti programmatici e di indirizzo, proposte di bando e relazioni periodiche da presentare a organismi e comitati.
Il Referente per le Pari Opportunità ha la responsabilità di attuare interventi in applicazione dell'articolo 16 del Regolamento della Comunità Europea n.1083 del 2006:

"Gli Stati membri e la Commissione provvedono affinché la parità tra uomini e donne e l'integrazione della prospettiva di genere siano promosse nel corso delle varie fasi di attuazione dei Fondi.
Gli Stati membri e la Commissione adottano le misure necessarie per prevenire ogni discriminazione fondata sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, le disabilità, l'età o l'orientamento sessuale durante le varie fasi di attuazione dei Fondi, ed in particolare nell'accesso agli stessi.
L'accessibilità per i disabili, in particolare, è uno dei criteri da osservare nel definire le operazioni cofinanziate dai Fondi e di cui tener conto nelle varie fasi di attuazione.".

 

Atto di organizzazione Programma Operativo Fondo Sociale Europeo

Ad agosto 2013, l'Autorità di gestione del Programma Operativo Puglia Fondo Sociale Europeo, adotta un nuovo atto di organizzazione, Deliberazione della giunta regionale n. 1509, per la gestione del programma anche al fine della piena applicazione dei principi trasversali, riconoscendo e attribuendo al Referente pari opportunità del Programma Operativo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale gli stessi compiti e responsabilità anche sul Fondo Sociale Europeo.

 

La Guida per l'applicazione del principio di Pari Opportunità e non discriminazione negli avvisi pubblici

La Guida è uno strumento di lavoro che fornisce a tutti gli operatori regionali, coinvolti nel ciclo di programmazione, attuazione e gestione degli interventi cofinanziati dal Programma Operativo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2007-2013, un supporto operativo per l'applicazione del principio di pari opportunità e non discriminazione.
 
La Guida esemplifica, asse per asse, casi e pratiche che vanno a integrare ed esplicitare il principio di pari opportunità e non discriminazione nella redazione di bandi e avvisi pubblici, a valere sul Programma Operativo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.
 
La Guida è stata elaborata dalla struttura Referente per le Pari Opportunità del Programma Operativo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale in collaborazione con i componenti del gruppo di lavoro Progetto Operativo di Assistenza Tecnica del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è stata adottata in data 5/08/2011, con Atto Dirigenziale n. 38 dell'Autorità di gestione del Programma Operativo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2007-2013.