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La violenza ai tempi del Covid 19 – Incremento degli accessi ad aprile 2020

La violenza contro le donne non si ferma neanche ai tempi del Covid-19, come dimostrano i dati sugli accessi ai Centri antiviolenza del mese di aprile.

Dopo il calo delle richieste di aiuto registrato a marzo rispetto a febbraio (- 37% di accessi, - 47% di prese in carico, - 14% di allontanamenti di urgenza), aprile ha segnato un significativo cambio di passo con incrementi elevatissimi (+77% di accessi, + 82% di prese in carico, + 25% di allontanamenti di urgenza) rispetto a marzo ma anche a febbraio (+ 12 %di accessi e + 7% di allontanamenti).

La contrazione significativa delle richieste di aiuto da parte delle donne all’inizio della pandemia è stata senza dubbio determinata dallo smarrimento generalizzato legato alla impossibilità di recarsi di persona ai servizi, alla vigilanza e controllo esercitati da molti uomini maltrattanti sulle compagne, e non certo da un attenuarsi del fenomeno.

L’immediata risposta organizzativa messa a punto dai Centri antiviolenza - CAV ma anche dalle case rifugio, in seguito alla circolare emanata dalla Regione Puglia a pochi giorni dal lock down, con gli indirizzi operativi per il lavoro delle reti antiviolenza in tempi di quarantena, ha garantito e garantisce la continuità assistenziale dei servizi.

Da subito i CAV hanno fatto ricorso alle svariate possibilità tecnologiche disponibili: messaggistica, video call per la consulenza on line, webinar e,nei casi più gravi, anche assistenza in presenza nel pieno rispetto delle regole di sicurezza. 

Ogni centro antiviolenza, oltre ai propri numeri telefonici, è collegato al numero verde gratuito 1522 che dispone anche della propria App, scaricabile su smartphone. 

Attiva anche l’app YouPol delle Forze dell’Ordine a cui ricorrerre in caso di pericolo.
 

Pubblicato il 21 maggio 2020