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Salone del Libro di Torino: PIIIL Cultura domani presentazione














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Salone del Libro di Torino: PIIIL Cultura domani presentazione
È il Salone Internazionale del Libro di Torino il luogo scelto dalla Regione Puglia per fornire le prime anticipazioni relative al Piano strategico regionale della Cultura, avviato alla fine dello scorso anno e sviluppato in questi mesi attraverso un ampio e diffuso processo di consultazione e ascolto di tutti gli attori pubblici e privati del Sistema culturale pugliese, confermando la partecipazione dei cittadini quale cifra caratterizzante dell’Amministrazione Emiliano. Il Piano, denominato P.i.i.i.L. Cultura Puglia, individua già nel suo nome l’ispirazione e gli obiettivi strategici pluriennali che la Regione intende perseguire. Innanzitutto il facile gioco di parole PiiiL/PIL, rimanda alla Cultura quale modello alternativo di sviluppo economico di un Territorio straordinario come quello pugliese replicabile in tutto il Mezzogiorno; ma P.i.i.i.L. è anche un acronimo che riassume i 5 temi fondamentali del Piano: P di Prodotto (perché occorre costruire e confezionare adeguatamente un prodotto culturale di qualità made in Puglia), I di Identità (perché non c’è prodotto di qualità, senza la valorizzazione dell’identità storica e territoriale, in un confronto costante con la sfida dell’alterità), I di Innovazione (perché oggi l’identità non può essere solo memoria del tempo che fu, ma deve calarsi fino in fondo nel mondo “glocalizzato” in cui viviamo), I di Impresa (perché è prioritario maturare una nuova Cultura d’Impresa, irrobustendo il sistema dell’Industria culturale e creativa), L di Lavoro (perché non esiste modello di sviluppo economico senza la creazione di buona occupazione, contro ogni forma di sfruttamento, nero e sommerso). Su questi cinque assi il Piano è andato sviluppando 10 obiettivi strategici, su cui saranno declinate le azioni operative del PiiiL e le relative risorse finanziarie, relativamente a tutti gli ambiti del settore (attività culturali, spettacolo dal vivo, cinema e audiovisivo, arte, beni culturali, istituti e luoghi di cultura, patrimonio immateriale, editoria, libri e lettura, etc…): 1. Con la Cultura si mangia (ed è anche molto buona) 2. Pianificazione strategica pluriennale (non solo finanziaria) 3. Qualificazione della spesa (spendere tutto e bene) 4. Contenuti nei contenitori (puntando a modelli gestionali innovativi, prima che al restauro) 5. Partenariato Pubblico-Privato (per andare oltre logiche assistenziali e di distribuzione a pioggia delle risorse) 6. Nuova cultura d’impresa (secondo logiche di rete e responsabilità sociale) 7. Formazione e Audience development (per sviluppare nuove professioni e forme innovative di sostegno alla domanda culturale) 8. Monitoraggio e controllo (per misurare le performance dei progetti e i relativi impatti economici, sociali, politici, ambientali, urbanistici, formativi, culturali e comunicazionali sul Teritorio) 9. Verso un’agenzia regionale della Cultura (con funzioni di coordinamento, supporto, facilitazione, controllo del sistema culturale regionale) 10. Riforma del sistema normativo (per semplificare e razionalizzare le regole del gioco) Questa prima presentazione del PiiiL si svolgerà, in linea con tutta l’impostazione del Piano, con modalità innovative, ricorrendo allo strumento dell’arte relazionale: una conversazione/performance“creAttiva” tra Christian Caliandro (critico e curatore di arte contemporanea), Alessandro Bulgini (artista nato a Taranto e trapiantato a Torino), gli esperti che hanno collaborato alla costruzione del PiiiL (Francesco Cascino, Guido Guerzoni, Alessandro Leogrande, Michele Trimarchi) e il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, con la partecipazione dell’Assessore all’Industria Culturale e Creativa Loredana Capone e del Direttore del Dipartimento Turismo e Cultura Aldo Patruno. Nel corso del talk Alessandro Bulgini presenterà Taranto Opera Viva, seconda edizione: Isola dei Famosi (2017), un progetto artistico divenuto un caso-studio e un esempio paradigmatico, particolarmente significativo nella prospettiva del Piano Strategico della Cultura e in una Città come Taranto dove si gioca la vera sfida del modello alternativo di sviluppo economico. Attraverso operazioni come Ce si Macist?, Secondo tentativo di spostare l’Isola, Stazione sciistica Città Vecchia, Baita in via Duomo, il progetto si mostra in grado di considerare integralmente i processi culturali e identitari. Il lavoro dell’autore è fondato sulla conoscenza diretta e approfondita del contesto di riferimento - l’Isola di Taranto Vecchia, uno degli spazi urbani al tempo stesso più difficili e più affascinanti dell’intera regione, e dell’Italia - al punto da diventare in qualche strano modo molto più che meramente partecipativo: quasi un’estensione diretta e spontanea delle istanze provenienti dalla comunità stessa. Come ha affermato l’artista stesso: “sto sempre di più cercando di assomigliare all’asfalto… a queste pareti… una sorta di camouflage”. A partire da qui e dal metodo partecipativo di costruzione del PiiiL, il dialogo “creAttivo” affronterà alcuni dei temi più attuali per il presente e per il prossimo futuro del territorio e della società pugliesi: la relazione che intercorre tra arte, cultura e dimensione economica; come la produzione artistico-culturale influenza l’identità collettiva, e a sua volta ne è influenzata; in che modo essa può aiutare la vocazione profonda di un territorio a emergere pienamente. Quella che è una precondizione sostanziale di ogni discorso incentrato sulla cultura e sulla creatività viene in generale sorvolata, e va dunque continuamente precisata e definita: non solo arte e cultura sono alla base delle produzioni culturali e creative e della filiera industriale che fa ad esse riferimento diretto, ma oggi rappresentano molto di più, in termini di ruolo e di impatto, un motore indispensabile di spinta e identità individuale e collettiva. Uno degli errori di prospettiva più comuni relativi a questo tema consiste infatti nel considerare i diversi ambiti produttivi, innovativi, economici come disconnessi e separati, in base a una compartimentazione che non esiste più nei fatti, ormai da molto tempo, nelle società avanzate. Una delle ragioni strutturali dell’invasività della crisi presente è stata proprio la sua capacità di colpire l’obsolescenza delle infrastrutture, non solo materiali ma anche e soprattutto immateriali. Addirittura mentali. Arte e cultura non fanno dunque parte di un territorio indipendente dalle logiche dei territori produttivi, e tutto sommato marginale, ma rappresentano invece un’attitudine che attraversa e interseca tutti i comparti, che forse dovremmo smettere di chiamare comparti: costituiscono cioè la palestra fondamentale di ogni settore produttivo e imprenditoriale. L’arte prodotta, da sempre, diventa una logica di osservazione della realtà e uno strumento di problem solving. L’arte vissuta costruisce e ricostruisce lo sguardo critico verso se stessi, la società, il mondo, la realtà. Cambiando i coefficienti linguistici di descrizione del reale, ne indaga infatti l’essenza nascosta da comportamenti consolidati e pensiero prevalente, generando una sorta di processo di innovazione continua dell’arte di vivere. “Compito di un Piano Strategico regionale della Cultura come quello che stiamo mettendo in campo – evidenzia il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – non può che essere immaginare, articolare e costruire la nuova progettazione del presente e del futuro. Dal punto di vista pratico – continua Emiliano – i progetti più efficaci e validi sono quelli che possiedono una reale connessione con la comunità e con il territorio di riferimento, che sono orientati all’effettiva ricerca dell’identità collettiva e guidati convintamente dal criterio della responsabilità.” “Lavorare - dichiara l'assessore Loredana Capone - sull’identità profonda, concreta, umile, sincera, autentica, vuol dire lavorare anche sui traumi, sulle rimozioni, sul non-detto e non-confessato: cioè sui dati più preziosi e nascosti di un individuo e di una comunità. Dobbiamo cercare la consapevolezza dei valori che esprimiamo e farli diventare, a nostra volta, un modello di vita che infatti in Puglia milioni di persone vengono a cercare ogni anno”.
Data: Gio, 18 Maggio 2017 @ 16:46